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MONETE E PREZZI

Unità Didattica - Classe I
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Attività

Aspetti Formativi

Anche in questo caso, l'occasione di svolgere attività matematiche non deve nascondere (agli occhi dei bambini... e nella mente dell'insegnante!) che "monete e prezzi" significa anzitutto approccio ad una parte significativa dell'esperienza extrascolastica, che il bambino di I elementare fuori della scuola percepisce come "molto importante" ma nella maggior parte dei casi non pratica ancora direttamente e personalmente.

Si tratta cioè di una esperienza "potenziale", per la maggior parte dei bambini non ancora "realmente esperita". Ben diversi sono i risultati di apprendimento se gradualmente l'insegnante conduce i bambini a "fare esperienza" significativa, o se viceversa si limita a proporre "problemi da sussidiario" aventi per oggetto monete e prezzi.

In particolare, abbiamo osservato che i risultati di apprendimento su uno dei nodi cruciali e più difficili (acquisizione del significato "valore" del numero; cfr. linee metodologiche pag. 29) dipende in misura decisiva, nei bambini con difficoltà di apprendimento, dalla quantità e dalla qualità degli acquisti "veri" realizzati, in negozio o anche in classe: è solo attraverso il meccanismo "vero" di acquisto (e di cambio) che certi bambini imparano a trattare "una" moneta da 200 come "due" monete da 100!

D'altra parte, lo svolgere "realisticamente" il lavoro su "monete e prezzi", secondo i meccanismi propri della vita extrascolastica consente anche di introdurre i bambini in quelle tematiche economiche che costituiscono uno dei filoni portanti del nostro progetto (oltre che un punto qualificante dei nuovi programmi: vedi il testo dei programmi per l'area degli "studi sociali").

Il Rapporto con le Famiglie

"Ma ... come la mettiamo con i genitori?"

In effetti i genitori devono essere coinvolti in questo tipo di proposta didattica, che va spiegata da subito in termini molto semplici e comprensibili evidenziando questi aspetti:

  • Ottimi risultati di apprendimento raggiunti dalle classi che hanno già svolto il lavoro negli scorsi anni (si possono mostrare ai genitori le verifiche di fine I riportate sul Rapporto Tecnico, da pag. 149 in poi);
  • Possibilità di affiancare i numeri piccoli del calendario (entro il 31) a numeri che pur rimanendo a una o due cifre "significative" (800 è quasi come 8, 150 è quasi come 15!) consentono di esplorare ordini di grandezza diversi, a tutto vantaggio della scrittura decimale-posizionale dei numeri;
  • Ricchezza di situazioni problematiche "reali" e "comprensibili" (avvio ai problemi);
  • Facilità, per tutti i genitori, di seguire il lavoro dei figli (se ne hanno tempo e voglia): gli esercizi migliori da fare eventualmente a casa non sono esercizi di "matematica scolastica" strana, ma normali simulazioni di compra-vendita o di cambio;
  • Indicazioni dei programmi (che prevedono esplicitamente il tema "economia").

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