Come per le altre classi, l'articolazione del piano di lavoro in unità didattiche "tematiche" riguardanti la realtà ha motivazioni (su cui ci soffermeremo nel volume VI di questo Rapporto Tecnico) che possono essere così sintetizzate:
Le unità didattiche "tematiche" non sono quindi una scelta opzionale, ma costituiscono il carattere distintivo del progetto e un aspetto qualificante dell'impegno dell'insegnante.
Nella classe II come nelle altre classi molteplici esperienze degli scorsi anni indicano chiaramente che la perdita, o anche solo la sottovalutazione, di questo aspetto del progetto producono cadute nei livelli di apprendimento soprattutto per gli apprendimenti più impegnativi.
In particolare, per la classe II appaiono cruciali i seguenti "intrecci" tra obiettivi disciplinari e attività operative e conoscitive riguardanti la realtà:
Per quanto riguarda le unità didattiche della classe II, si raccomanda di rispettare le proporzioni temporali e la successione cronologica delle attività indicate nello "Sviluppo temporale del piano di lavoro".
Naturalmente si tratta di indicazioni "in linea di massima", corrispondenti a una valutazione di tempi "medi" e di collocazioni "medie" nel corso dell'anno ricavata dall'esame della documentazione relativa al lavoro svolto in parecchie classi negli ultimi anni. Dalle documentazioni esaminate risulta peraltro che gli insegnanti possono variare sensibilmente la collocazione delle diverse attività nel corso dell'anno in relazione alla situazione climatica e ad altre circostanze, senza che questo comprometta i risultati di apprendimento finali.
Si richiamano infine i punti salienti delle diverse unità didattiche, che connotano il piano di lavoro e consentono di raggiungere gli obiettivi di apprendimento disciplinare prima descritti.