E' bene continuare nella classe IV (in collegamento con "Sole-Terra" e anche con "Economia") alcune attività di disegno dal vero (per approfondire - in stretto collegamento con la geometria - i problemi della rappresentazione dello spazio (vedi anche Linee metodologiche, art. di Anna Ferrara, pag. P80) e per registrare situazioni di interesse naturalistico-scientifico).
Il lavoro di educazione all'immagine in collegamento con il "Medioevo", dovrebbe essere svolto secondo le seguenti "piste":
Si consiglia (in base a varie esperienze svolte negli scorsi anni) di procedere così:
Dal punto di vista storico: si tratta di una attività importante perchè consente al bambino di "dare forma" a situazioni ed episodi letti o ascoltati "immedesimandosi" meglio in essi, e all'insegnante di tenere sotto controllo la correttezza della ricostruzione storica, di segnalare eventuali incongruenze, di aprire la discussione con i bambini su vari aspetti della realtà rappresentata.
Dal punto di vista dell'educazione all'immagine: si tratta di una attività "creativa" significativa in quanto il bambino deve elaborare e realizzare un progetto in genere piuttosto complesso, mettendo a frutto le tecniche e le capacità progettuali sviluppate nel primo ciclo con il disegno dal vero.
Si raccomanda tuttavia di limitare il tempo dedicato a queste attività, significative ma pur sempre di portata formativa limitata se confrontata con altre attività che abbiamo descritto nell'ambito della lingua, delle scienze e della storia.
In una prospettiva di "educazione all'immagine" non necessariamente collegata ai temi del curriculum, ma finalizzata alla libera fruizione dell'opera d'arte (in parallelo al lavoro sull'opera letteraria) è importante continuare, in IV, il lavoro su alcune opere d'arte (ancora: impressionisti) attraverso le tappe dell'osservazione, della lettura collettiva (discussione guidata dall'insegnante), della riproduzione del quadro.
A questo proposito si segnala un'esperienza molto significativa (la discussione in classe sul quadro di Munch, "L'urlo"), condotta in una classe IV di Pinerolo (ins. Anna Ferrara, a.s. 96/97). La classe negli anni precedenti aveva svolto nella sua interezza il Progetto, dando sin dalla prima classe spazio ed importanza alla lettura dell'opera d'arte (vedi Vol. I del Rapporto Tecnico).
L'attività in classe si è articolata così:
La consegna iniziale è stata semplicemente quella di invitare i bambini a comunicare ciò che vedevano e ciò che l'opera faceva venire loro in mente.
Durante la discussione, della durata di ben 90 minuti circa carichi di "tensione", i bambini sono passati dal leggere nel quadro la sorpresa, espressa con l'urlo (che il protagonista sente "per qualcosa che lo terrorizza" o che emette "lo vuole mandare fuori, ma non lo vuole sentire"), ad avvertire "il mistero che si diffonde in tutti gli altri elementi del quadro". La lettura dei "segni" che il pittore ha usato si è da subito intrecciata con la ricerca di che cosa il pittore ha voluto rappresentare, per giungere all'interpretazione dell'opera.
Infatti, nel susseguirsi degli interventi, si è passati dallo "stupore" al "tormento" e allo "spavento" ("l'uomo si sta liberando dalla paura che ha avuto prima", "vede qualcosa che gli fa ricordare... è spaventato per quello che ha dentro nei suoi pensieri"), per giungere al "simbolo" ("quel ponte è il ponte della vita; la persona che è davanti sta per morire, le persone che sono dietro sono a metà cammino; lui ha paura della morte"; "anche il cielo ha paura della morte"; "è tutto scuro, anche il cielo"; "è la fine della giornata, la fine della vita. Forse voleva rappresentare la morte, la paura della morte"; "vuole usare gli occhi e la voce come non aveva mai fatto perchè sta per perderli").
Questi 90 minuti non sono stati forse un vero investimento culturale, nel suo significato più autentico di arricchimento della persona?